06 luglio 2017

Wheels&Waves 2017: 3 storie di passione Guzzi

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Se avete letto i nostri precedenti reportage dedicati a Wheels & Waves 2017, quello dedicato al racconto dello spirito e dell’atmosfera di questo evento straordinario e quello dedicato alle gare in salita del Punk’s Peak, sapete che abbiamo incontrato molte affascinanti Moto Guzzi customizzate, oltre ovviamente a quelle esposte nello stand ufficiale Guzzi. E ogni volta che ne abbiamo avuto l’opportunità, abbiamo lasciato un po’ di biglietti da visita per invitare i proprietari di queste creazioni così particolari a venirci a trovare allo stand e raccontarci la storia della loro passione motociclistica.

Ecco quelle storie. 

Victor Rocha di Rua Machines: quando le macchine hanno un’anima.

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Victor Rocha è portoghese, ha circa 40 anni e gli occhi sempre nascosti dietro occhiali da sole dalla montatura elegante. Il suo primo lavoro è come direttore commerciale di un’azienda nel settore agricolo, ma la sua passione è, da sempre, per le moto. E, come ci svela, in particolare per le Moto Guzzi.

Questa passione, nutrita da potenti ricordi dall’infanzia e dalla giovinezza, non è rimasta un semplice sogno: insieme ad altri 2 amici esperti di fashion design, marketing e ovviamente anche di meccanica, Victor ha dato vita a Rua Machines (letteralmente “macchine stradali”) che oggi è una importante boutique della customizzazione motociclistica, impegnata a realizzare moto su misura accompagnate da interi mondi coordinati di accessori. L’idea è che ogni moto è un piccolo ma completo e perfetto universo autonomo, che lega in una unica esperienza la meccanica e lo stile, con una costante attenzione all’evolversi dei trend. Tutto questo ha dato origine ad una nuova idea, intorno alla quale ruota il lavoro di Victor e dei suoi soci: il “new retro”.

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Victor è qui al Wheels & Waves con una moto splendida: una Moto Guzzi Nevada del ’96 trasformata, con un’intuizione geniale ed una cura raffinatissima, in una sport vintage. Una scelta strana, ci racconta, e non tutti erano d’accordo. Ma per realizzare una grande sport vintage, continua Victor, ci vuole una “moto di carattere”. Una Moto Guzzi, quindi.

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Persino il modo in cui la moto è arrivata nell’officina di Rua Machines è affascinante. La Nevada in questione prima apparteneva ad un conoscente di Victor che viveva in Angola, in Africa. Per motivi legali e fiscali, però, portare la moto in Angola si rivelò presto estremamente difficile, finché il proprietario non si vide costretto a rinunciare alla sua Moto Guzzi. Decise così di affidarla a Victor: una scelta lungimirante, perché oggi quella Nevada è diventata una delle custom più ammirate al mondo.

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Noi vorremmo sapere tutti i segreti del lavoro di customizzazione, ma Victor, comprensibilmente, preferisce mantenere un po’ di mistero! Quello che ci svela è che per far rinascere la Nevada come la sport vintageStreet Machine N.8” (questo infatti è il nome che è stato dato alla moto), ci sono voluti 6 mesi di intenso lavoro. Insieme, notiamo molti dettagli: le pedane invertite, il sedile creato completamente su misura e a mano in pelle pregiata, le sospensioni posteriori arretrate. D’altra parte, le sospensioni stesse, i cerchi e i dischi sono quelli originali, così come la chiave dell’accensione, che però è stata spostata sul fianco destro, tra il serbatoio e il sedile.

Il risultato? Victor lo descrive con due parole: “a masterpiece”, “a rocket”. Noi siamo d’accordo, e così insieme a Victor portiamo la Street Machine N.8 verso la spiaggia della Milady per un servizio fotografico personalizzato, come si merita una vera star. Quando facciamo gli ultimi metri a passo d’uomo sui sentieri che scendono verso il mare, c’è chi vedendola dice d’impulso: “Que bonita!”

Dopo le foto, salutiamo Victor e gli chiediamo a cosa sta lavorando adesso. Anche in questo caso, la sua risposta è sfuggente ma rivelatrice: “My mind is buzzing with ideas!”, la mia testa è piena di idee!

 

Il “Capitano” e il suo sidecar

Non ci vuole dire il suo nome, si limita a indicare con il dito la targhetta sulla sua giacca di pelle: “The Captain“. Il Capitano è un tedesco imponente di Detmold, un biker autentico, di poche parole, un uomo per il quale la moto è uno stile di vita, da sempre, con le mani annerite da decenni di lavoro personale sulle moto che l’hanno portato in giro per il mondo.

La sua è una Moto Guzzi V7 trasformata in un imponente sidecar verde militare con alcuni dettagli intriganti, a partire dal drago che decora il parafango anteriore. L’avevamo notata lunga la salita verso il Punk’s Peak e siamo felici di incontrare il suo proprietario. Scopriamo che possiede questa moto da solo 6 settimane e questo è il primo lungo viaggio con lei. In passato però, il Capitano si è messo alle spalle migliaia e migliaia di chilometri. Viaggia da solo, in continuazione, usando il sidecar come bagagliaio. L’ultimo viaggio, ci racconta, è stato verso destinazioni molto diverse da Biarritz a giugno: dalla Germania è salito fino in Norvegia, d’inverno, con temperature fino a – 20 gradi.

Quando gli chiediamo quanti anni ha la sua Guzzi, ci dice che non è sicuro, ma la prima registrazione sembra risalire addirittura al 1964. Il Capitano l’ha acquistata dal precedente proprietario, un altro tedesco di Duinsburg che è anche il responsabile della trasformazione in sidecar e della customizzazione. L’idea del dragone era sua. Che ne pensa il Capitano? “The dragon? It’s ok.

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Coast to coast, con Simone Zani

Simone Zani è di Rimini e ha raggiunto Biarritz con la sua Le Mans nera e rossa del 1981: un vero coast to coast, in due giorni, di 1400 chilometri!

La Moto Guzzi Le Mans, prodotta dal 1976 al 1984, era (ed è ancora ovviamente) una moto fuori dal comune, che si è dimostrata in anticipo sui tempi non solo rispetto ad altre moto italiane ma anche estere di quegli anni: una moto veloce, sportiva e contemporaneamente affidabile e confortevole sui lunghi tragitti.

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Perché Simone l’ha scelta? “Perché è una moto italiana, con un bel motore“, e un rombo riconoscibile, con un timbro sonoro che distingueresti fra mille e che fa girare la gente quando si apre il gas.

Dopo l’acquisto, Simone ha lavorato con Opificio Bike Store di Rimini per la customizzazione: hanno modificato il telaio, migliorato impianto elettrico e motore, creato una nuova sella su misura, scelto scarichi aperti. L’impianto frenante, invece, è quello originale.

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Il risultato è la moto che Simone utilizza tutti i giorni, una Guzzi storica da vivere completamente. E per quanto riguarda le modifiche, Simone definisce il suo lavoro sulla Le Mans “un cantiere aperto”, certamente, ma… “sento di essere vicino alla perfezione.”

 

WHEELS&WAVES 2017: SIGHTS AND SOUNDS

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