Ringo

Lord of The Bikes non è un programma plastico, robotico, ma un programma con i problemi che ha l’essere umano.

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Quest’anno sono sicuro che piacerà ancora di più perché abbiamo avuto la possibilità di usare tutta la gamma Moto Guzzi
e questo porterà al programma un valore aggiunto.

Ringo

BIOGRAFIA

In testa, oltre ai capelli biondi, non ha solo la musica, ma nutre anche un’altra passione: quella per le moto. In quest’avventura non ha voluto fare il giudice, nonostante sia molto aggiornato sul tema della customizzazione perché “giudicare” non appartiene alla sua filosofia di vita.

CITAZIONI

Non ho ancora capito quale sia stato il mio ruolo all’interno del programma. Quello che ho capito, però, è che sarebbe stato inutile sforzare il motore della barca. Ho preferito lasciare le vele spiegate e seguire le onde. Quando c’è stato da dare un colpo di timone, l’ho dato.

È chiaro che questo sia un programma che fa breccia in quelli che amano la moto e che amano stare in garage a sporcarsi le mani, pitturare e segare i telai. Va a fare breccia nei Guzzisti.
In Italia noi puntiamo anche su questo: che il popolo della Guzzi ci dia una mano!

Abbiamo avuto qualche problema, è inutile nasconderlo.
Come in tutte le cose, ci sono stati momenti di sorrisi, momenti in cui si era un po’ più affranti e momenti di tensione.
Come si fa ad avere un team che non si comporta così? Siamo umani come gli altri.

Lord of the Bikes ha fatto vedere che anche chi ha un garage e una vecchia moto del nonno, e non è un customizzatore di professione, può cimentarsi in qualcosa di artistico.
Il programma è stato un viatico a quella che è la metamorfosi in corso del mercato della moto.

L’Audace è la mia Moto Guzzi preferita. Mi trovo molto bene, la guido, è ideale per il mio peso e per la tipologia.

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