Filippo Barbacane

Come l’anno scorso, la cosa più bella che ho preso da questo programma è l’aspetto umano.

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La mia decisione di partecipare al programma è legata al desiderio di far conoscere il mondo dell’artigianato italiano a coloro che ti dicono “Ah, quindi fai il meccanico!” quando tu gli dici che fai il customizzatore di moto. Invece no, sono due realtà completamente diverse.

Filippo Barbacane

BIOGRAFIA

La firma che lascia sulle moto è una delle più riconosciute, anche se a parole non saprebbe definire il suo stile. Customizzare è “qualcosa di viscerale”, una passione che muove mani e mente.

CITAZIONI

Dopo essere stato confermato per la seconda edizione, ho chiamato subito Paolo Sormani. Ci conosciamo da decenni e volevo sapere se avessero sentito anche lui.
Quest’anno ho cercato di essere un po’ più di distaccato rispetto all’anno scorso perché, a volte, la troppa confidenza rischia di spiazzare chi ti sta davanti, soprattutto in fase di eliminazione.

Quest’anno abbiamo usato tutta la gamma Guzzi.
Questo ha permesso alle officine di reagire in modo diverso e consentirà, a chi guarderà il programma, di osservare diversi tipi di customizzazione.

Negli ultimi anni, il fenomeno del custom è cambiato moltissimo. Si sono affacciate realtà nuove ed è cambiato soprattutto l’atteggiamento di tutti quelli che sono al di fuori di questo mondo.

Molti non tengono presente la cosa più importante: ci sono solo 15 giorni per costruire le moto e, credetemi, è una follia! Normalmente ci vuole molto più tempo. Per esempio, io ora ho finito una moto ma ho impiegato circa un anno e mezzo per terminarla.

Per quanto riguarda Moto Guzzi, il mio amore è per la V7 850 GT del ’73. È quella che uso più spesso ed è la moto per eccellenza.

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