03 luglio 2017

WHEELS&WAVES 2017: UN EVENTO CHE SALE DI VOLUME

Cos'è Wheels&Waves?

Wheel&Waves è bellimbusti distesi sulle proprio moto o su cofani di vecchi furgoncini impegnati a godersi il sole dove la costa atlantica incrocia i Pirenei (o forse semplicemente impegnati a smaltire la baldoria della notte appena trascorsa). Loro alzano un sopracciglio solo per rendere omaggio ad una sgasata più clamorosa delle altre.

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È surfisti da tutto il mondo con gli occhi fissi a nord-ovest che aspettano l’onda perfetta nella spiaggia della Milady (anzi no, non aspettano, remano con le braccia fino a oltre gli scogli dalle 9 di mattina).

È tipi coperti di tatuaggi che arrivano in sidecar coperti di polvere dopo aver guidato migliaia di chilometri e si aggirano con la birra tenuta tra le dita annerite da decenni di incontri amorosi con la meccanica.

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È raffinati customizer che hanno trasportato le loro creature in business class e quando non sono impegnati a lucidarle sono evidentemente al barber shop hipster del Village a farsi sistemare il look.

È continui “rides out“, rombanti gite di gruppo lungo le strade piene di tornanti di questi paesi baschi che per l’occasione forse potrebbero essere ribattezzati “paesi pazzi”.

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È musica dalla mattina alla sera, con la partecipazione di personaggi del calibro di Elliot Murphy.

È ragazze che si fanno i selfie di gruppo sulle moto in esposizione.

È skaters alle prime armi e skaters che hanno fatto la storia della tavola con le ruote come Steve Caballero.

È anche famigliole in gita con un bambino sulla schiena e un altro nel passeggino che si aggirano tra gli stand e si portano a casa due t-shirt con scritto “67-68 Airborne Vietnam”.

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E ovviamente è Moto Guzzi, anche quest’anno presente a questo importante evento con uno stand tra i più vivaci e frequentati, dove si potevano ammirare i nuovi modelli V7 e V9 e alcune importanti customizzazioni dritte da Lord of the Bikes, come la slanciata e tecnologica Hab-Ola di Svako Motorcycles (su base V7III Special), l’esagerata nipponica Vertigine di Vibrazioni Art Design (su base Audace), e la magnifica SLCDR (Atelier Sur Les Chapeux De Roues) su base 1000 G5 del 1981, che ruba sguardi e giudizi di ammirazione anche dai customizzatori indipendenti più orgogliosi e competitivi.

 

L’anno delle leggende

In breve, dal 14 al 18 giugno ha avuto luogo a Biarritz la sesta edizione di questo festival, battezzata dagli organizzatori “l’anno delle leggende” e dedicata alla customizzazione motociclistica (con una particolare predilezione per scramblercafè racer e fast-track) e ai legami di valori e di stile che questo mondo intrattiene con altre attività che fanno della libertà il loro punto di riferimento come il surf, lo skate, la musica.

Il cuore dell’evento è il Village: un cuneo di terra battura ai confini di Biarritz che si restringe verso la spiaggia della Milady e che per l’occasione si riempie fino all’orlo di stand ufficiali di costruttori, stand di customizzatori, negozi dove farsi personalizzare il casco o semplicemente comprare l’accessorio fondamentale per un look da vero biker, e finger food trucks che si rivelano sempre più fondamentali man mano che le ore passano. Birra? Certo, e gelida, ma meglio se alternata senza problemi con una raffinata degustazione di champagne.

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L’attrazione più pazzesca, però, quella che per tutta la giornata attira file e file di persone è il grande “Wall of Death“. Visto da fuori, si tratta di un’enorme botte di legno, alta forse 40 metri e con in cima un anello sul quale le persone possono stare in piedi e guardare dentro. Perché quello che succede dentro è da applausi e battiti di piedi a scena aperta: dentro il “Wall of Death” alcuni piloti esperti di acrobazie guidano le loro moto in cerchio lungo le pareti della botte, quindi in posizione orizzontale. Non cadono grazie alla grande forza centrifuga generata dalla velocità, che li tiene attaccati al legno delle pareti. E come se non bastasse, questi maghi delle due ruote sono istrioni nati: eccoli che staccano le mani dal volante, addirittura si mettono seduti lateralmente o in piedi sul sedile (ma sempre in posizione orizzontale!) e salutano il pubblico con gesti da corrida mentre gli sfrecciano sotto il naso. L’aria sotto il tendone che chiude il “Wall of Death” si riempie presto dell’odore pungente della benzina, del rombo dei motori e delle rauche manifestazioni di entusiasmo del pubblico.

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Dopo questa iniezione di emozioni, continuiamo la nostra esplorazione del Village: nella punta rivolta verso il mare, subito prima della discesa alla spiaggia, una piccola rotonda è il punto di partenza dei rides out e per chi vuole provare una moto: noi di Moto Guzzi quest’anno siamo gli unici a proporre i test ride nelle vicinanze del Village. Qui è un continuo andare e venire di moto dirette verso l’entroterra, verso San Sebastian nella vicinissima Spagna dove si svolgono le gare di flat-track e gli “spari” (le corse brevi in salita), oppure ovviamente verso il bellissimo centro di Biarritz, con le sue strade raffinate che ricordano Montecarlo, le passeggiate in riva al mare, la vista imponente del Grand Hotel, il Café Miguel che a sera si riconosce solo per la massa di moto parcheggiate fuori.

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Una sera al porto

Ma dopo una giornata nell’allegra confusione del Village, c’è bisogno per tutti di un po’ di relax. Ci spostiamo allora a Biarritz, dove Moto Guzzi ha voluto riservarsi per una sera il locale Crampotte 30: pareti bianche, tavoli rossi e finestre verdi, lo si raggiunge seguendo fino in fondo una strada che scende in picchiata dal centro cittadino e si apre sulla piazzetta di un porto nascosto e circondato da grandi scogli. Subito sopra il locale, una bella chiesa che guarda il mare, con ragazzi seduti sui parapetti a godersi il tramonto e a sfottere gli stranieri.

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Per oggi, dopo un drink, uno spuntino e qualche foto alle barche che ondeggiano pigre nella luce del tramonto, può bastare. Domani, invece, è giorno di gare in salita al Punk’s Peak di Jaizkibel, poco lontano da San Sebastian.

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