27 giugno 2018

WHEELS AND WAVES 2018: TUTTO LO SPRINT DEL PUNK’S PEAK

La gara di accelerazione sul quarto di miglio.

Immagina centinaia di moto, una più originale dell’altra, tutte incolonnate verso un’unica destinazione. Sono dirette a Jaizkibel, una delle vette costiere più alte d’Europa, che affaccia sul Golfo di Biscaglia, non lontano da San Sebastian. È lì che da 7 anni si svolge la Punk’s Peak Race, la gara sprint sul quarto di miglio in cui moto vintage, customizzate ed uniche nel loro genere si sfidano due a due, gas a martello, seguendo i rintocchi di una pistola.

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Il nome della gara è un omaggio al Pike’s Peak, la corsa in salita più famosa e rispettata d’America. Ma è proprio la parte punk a fare la differenza. Qui a Jaizkibel gareggiano solo le moto e, di certo, non sono moto qualunque.

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Prima di raggiungere il punto di partenza della gara, c’è un bel tratto di strada da percorrere. Niente auto però: tutti a piedi. A farci da contorno solo prati e alberi, la nebbia mattutina e, più in basso, il blu profondo dell’oceano. Lungo il cammino vediamo le prime moto con il sidecar, ci superano sfrecciando stilosissimi centauri e, quando finalmente arriviamo in cima, ci rendiamo subito conto che è proprio la varietà degli stili a rendere questa gara così scenografica.

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Sul lato della strada sono parcheggiate una sfilza infinita di moto, tra le quali riconosciamo la Moto Guzzi di Eduardo, customizzata da Bobberhouse di Barcellona. Approfittiamo per fargli due foto, gli mettiamo una GoPro e poi tutti ai blocchi di partenza a vedere la gara.

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Le sgasate riempiono l’aria e il rumore dei motori è troppo forte perfino per gli habitué che si coprono le orecchie, ma sorridono galvanizzati.

Al colpo di uno sparo partono le prime due moto degli anni ‘40, poi quelle anni ‘50 e così via, fino a quando arriva il turno della Moto Guzzi di Eduardo, che ce la mette tutta, ma non riesce a tagliare per primo il traguardo, sorpassato sul fil di lana da un’altra Moto Guzzi.

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Torna a restituirci la GoPro alzando le spalle, ma non ha certo un’espressione sconfitta: tra pacche sulle spalle e gli scatti di rito, sfoggia il sorriso di chi, semplicemente, è felice di esserci.

D’altronde, questo evento non fa altro che unire, sarà per questo che si tiene sul confine di due nazioni. Il Punk’s Peak, infatti, è soprattutto centauri che si divertono, si ritrovano e brindano con i loro boccali di birra, si stendono sull’erba umida con i pantaloni di pelle e, quando tutto è finito, si salutano abbracciandosi per darsi appuntamento chissà dove e in chissà quale lingua.

Sicuri, per ora, di ritrovarsi qui l’anno prossimo. Su questa sottile lingua d’asfalto dove cielo e mare si incontrano.

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