08 maggio 2018

"BETO": DOVE LA MODERNITÀ INCONTRA IL VINTAGE

By Revival Cycles. Austin, USA

Il team di Revival Cycles racconta: “L’aspetto più importante da tenere in considerazione per tutto il lavoro che facciamo noi di Revival è che viene svolto esclusivamente a livello interno. Non siamo limitati da un budget, ma raramente acquistiamo componenti custom prodotti in serie. Siamo un’officina indipendente in cui lavorano 7 persone appassionate che rifiutano di delegare ad altri i compiti più difficili. Abbiamo a disposizione una macchina di tornitura e fresatura CNC perfettamente funzionante, oltre a tutte le saldatrici e gli utensili di piegatura, sagomatura e fabbricazione necessari per portare a termine qualsiasi lavorazione all’interno della nostra officina. Ciò ci consente non solo di tenere sotto controllo il modo in cui i componenti vengono costruiti e di mantenere alta la qualità del nostro lavoro, ma anche di apprendere maggiori capacità con ogni singola produzione rispetto a quanto avverrebbe se fosse un altro esperto ad occuparsi delle parti più complesse.

Questa creazione ha avuto inizio con una Moto Guzzi 850T 1975, un caso disperato. Mentre facevamo progressi con l’altra creazione di cui ci stavamo occupando contemporaneamente, una Moto Guzzi V7 Classic del 2010, ci siamo resi conto che questa moto avrebbe avuto un look decisamente più moderno con la forcella invertita e un monoammortizzatore posteriore, avvicinandola alla moderna V7 Classic.

La custom che ci era stata commissionata si basava su un unico principio predominante: il design. Volevamo creare una linea fluida da un componente all’altro come se tutti gli elementi qui combinati fossero stati concepiti fin dall’inizio per formare un unico insieme.

Alla fine è stato il tamburo del freno anteriore a fornire l’ispirazione per l’intero progetto. Durante la ricerca di pezzi unici, abbiamo trovato un freno a tamburo anteriore a quattro ganasce originale Yamaha TZ da gara. Esistono in commercio delle riproduzioni, ma questo era un pezzo originale talmente bello che meritava di avere una moto costruita intorno. Per sottolineare questo leitmotiv abbiamo scelto una moderna tecnologia delle sospensioni con un kit forcella invertita Suzuki GSXR 750, moderno e completamente regolabile, che si traduceva in pratica in diverse operazioni di tipo ingegneristico e di lavorazione per assemblare il tutto in modo da farlo funzionare alla perfezione, e alla fine ci siamo riusciti. Il tamburo Yamaha originale utilizzava un assale anteriore da 15 mm estremamente piccolo, per cui il mozzo del tamburo è stato lavorato e allargato per alloggiare 4 nuovi cuscinetti minuscoli che avrebbero consentito l’uso di un assale vuoto spesso 25 mm moderno, molto più robusto e rigido. Solamente questa operazione non era di per sé affatto semplice.

Da qui abbiamo costruito bracci e collegamenti del tamburo custom completamente nuovi. Abbiamo quindi creato un nuovo rake e un nuovo avancorsa, progettati e tagliati da una lega solida, nuove piastre forcella lavorate dal pieno CNC che sono state sagomate e sabbiate per mantenere il tutto attaccato al telaio esistente. Abbiamo quindi fabbricato un nuovo cerchio del faro dotato di profilo con una lega solida e lavorata dal pieno, e abbiamo installato un faro a LED per offrire un’intensità luminosa elevata.

A questo punto abbiamo optato per un monoammortizzatore posteriore Ducati 999s Ohlins per adeguare la sospensione posteriore agli standard moderni. Abbiamo piegato il forcellone posteriore, applicato punti di montaggio e impostato il nuovo ammortizzatore per ottenere le massime prestazioni e una maneggevolezza uniforme. Anche il differenziale posteriore doveva essere smontato e lavorato per rimuovere la vecchia boccola dell’ammortizzatore, per poi essere levigato per dare l’impressione di un look rinnovato. Il telaio è stato piegato dalla parte anteriore a quella posteriore per aumentare la rigidità globale e consentirci al tempo stesso di abbassare la barra del telaio inferiore per un aspetto decisamente più lineare. Il motore ora sembra essere sospeso a mezz’aria e rende la moto visivamente molto più leggera.

Abbiamo quindi costruito un serbatoio integrato sagomandolo a mano e installato il sedile, nascondendo tutta la parte elettronica ed elettrica sotto il serbatoio e il fanale posteriore a LED della coda. In questo modo non solo è stato molto più semplice smontare la moto, ma abbiamo ottenuto il look rifinito esclusivo che volevamo.

Abbiamo progettato e fabbricato il manubrio emulando le barre a collo di cigno della Guzzi V7 Sport usate in passato, applicando staffe del faro in lega custom e supporto del faro in alluminio sagomato e CNC. Solamente questo allestimento ha richiesto diversi giorni, obbligandoci a tornare al tavolo da disegno diverse volte per perfezionarlo. Ora è finalmente regolabile in tutte le parti ed estremamente robusto.

Abbiamo tagliato e svuotato il freno a doppia camma posteriore originale Guzzi e realizzato un collegamento custom di lega grezza, incluso un apposito comando a pedale con perno laterale. La rete in ottone inserita e il bordo lavorato sono stati lavorati in modo da somigliare maggiormente al freno a tamburo anteriore TZ.

Invece del collegamento delle marce del cambio, normalmente scomodo, abbiamo optato per una soluzione più semplice eliminando l’intera configurazione del collegamento normale, e abbiamo sfruttato la catena cinematica longitudinale costruendo semplicemente un pedale da una piastra in lega tagliata CNC che si applica direttamente alla forcella per il cambio diretto. Una soluzione che funziona ottimamente e sicuramente semplifica ogni dettaglio a livello visivo. Il pedalino freno e il pedale del cambio sullo stesso asse offrono un’impressione unica nel suo genere.

Abbiamo lavorato sul motore e installato carburatori Dellorto nuovi, cornetti di velocità e collettori di aspirazione in lega custom, costruiti da zero, per inserire i carburatori di misura e creare uno spazio per le ginocchia che di solito viene a mancare sulle big block Guzzi. Abbiamo poi costruito uno scarico custom in acciaio inox 2 in 1 con una leggera imbottitura per proteggere ginocchia e starter. Con l’accensione elettronica, la chiave wireless e un piccolo computer a stato solido sigillato siamo riusciti ad eliminare tutti i fusibili e i relè. Nell’improbabile eventualità di un cortocircuito elettrico, il sistema interrompe l’alimentazione al circuito difettoso e lo segnala, ripristinando automaticamente la corrente una volta riparato il guasto.

Detto questo, è attraverso la guida che questa moto si esprime per la maggiore. È leggera e scattante, diversamente dalle altre Guzzi con telaio Tonti. Le sospensioni sono leggere e sottili, come previsto. I freni a tamburo sono sorprendentemente efficaci, infatti sono in grado di arrestare questa imponente moto anche più velocemente della precedente e poco maneggevole configurazione a disco. La modernità incontra il vintage dando un risultato perfino superiore alla nostra immaginazione…”

Ed ecco la Beto sotto forma di elenco:

Piattaforma di partenza
Moto Guzzi 850-T del 1975

 

Telaio

– Geometria della moto (rake/avancorsa, ecc) e struttura riprogettate per passare da un ammortizzatore doppio ad uno singolo e a forcelle moderne

– Telaio livellato, spogliato e levigato

– Barra del telaio inferiore eliminata

– Telaio inferiore posteriore accorciato

– Le barre del telaio superiore sono state riposizionate per essere parallele attraverso l’area del sedile e inserite nella carrozzeria

– Rinforzi e un supporto della trasmissione inferiore aggiunti per compensare la rimozione della barra del telaio inferiore e il monoammortizzatore

– Nuove linguette di fissaggio per tutti i componenti elettrici e la carrozzeria

– Piastrina custom lavorata in lega per collegare la trasmissione superiore al telaio

– Telaio verniciato a polvere in grigio pietra

 

Sospensioni

– Forcelle Suzuki GSXR 750 2009 con deflettori spogliati, levigati e senza anodizzazione

– Set di fascette triple lavorate custom esclusive con offset corretto per la nuova geometria del telaio

– Ammortizzatore posteriore Ducati 999s Ohlins messo a punto per funzionare come monoammortizzatore diretto senza collegamento

– Braccio oscillante convertito da ammortizzatore doppio a monoammortizzatore, con supporto e rinforzi aggiunti, boccola di montaggio dell’ammortizzatore lato azionamento e foro saldato rimossi

 

Freni

– Anteriore: A tamburo a quattro ganasce originale da 260 mm Yamaha TZ350, lavorato da assale TZ da 15 mm ad assale GSXR da 25 mm. Compassi di torsione di reazione lavorati custom per connettere il tamburo al deflettore forcella GSXR. Schermi di ventilazione a rete in ottone custom

– Posteriore: Mozzo del tamburo 850T di stock. Sfiato modificato per un maggiore raffreddamento e rete in ottone abbinata come sul freno anteriore. Compasso di torsione custom

 

Motore

– Scarico in acciaio inox 2 in 1 custom

– Carburatori Dellorto PHF da 36 mm con cornetti di velocità e pompe acceleratore

– Collettori di aspirazione interamente custom e allineati

– Finitura satinata

– Loghi Moto Guzzi lucidati

– Contachilometri e tachimetro a cappello

– Scatola di sfiato olio in lega custom sotto il sedile

– Viti a testa cilindrica con esagono incassato in acciaio inox

 

Elettrico

– Controllo sistema di alimentazione Motogadget m-Unit

– Commutatore senza chiave Motogadget m-Lock

– Faro a LED da 7″ approvato DOT

– Luci freno/coda a LED integrate nella sezione della coda in lega

– Batteria LiFePo con alloggiamento piccolo da 8 celle antigravità

– Interruttori a pulsante integrati nelle barre

– Accensione elettronica Dyna

– Moderno raddrizzatore regolatore

– Mini avviatore a coppia elevata

– Cablaggio custom estremamente semplice e pulito

 

Carrozzeria

– Serbatoio, coda, cupolino faro in lega sagomati a mano

 

Rubinetto nascosto

– Transizione lineare dal serbatoio alla coda

– Sedile imbottito in pelle

– Tappo serbatoio a due leve in stile Lemans

 

Comandi

– Leva comando freno posteriore lavorata custom con perno verso l’interno

– Leva del cambio ad azione diretta lavorata custom per eliminare il collegamento

– Fascetta lavorata custom e barre a clip in stile “collo a cigno” in lega ispirate all’originale V7 Sport

– Poggiapiedi posteriori lavorati custom

– Fascette di montaggio faro lavorate custom

– Leva freno a doppio cavo, livellata e levigata

– Leva frizione di stock, livellata e levigata

– Acceleratore a leva doppio Tommaselli

– Acceleratore, cavi freno e frizione custom

– Manopole POSH

 
Cerchi

– Cerchio anteriore in alluminio con spallamento da 18″

– Cerchio posteriore in alluminio con spallamento da 18″

 

Revival Cycles

1603 South Congress Avenue, Austin, TX, USA

Website: https://revivalcycles.com

Facebook: https://www.facebook.com/revivalcycles

Instagram: http://instagram.com/revivalcycles

 

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